mercoledì 9 marzo 2011

Film: Hachiko

Giovedì scorso ho finalmente visto il film di Hachiko, sapevo che c'era da piangere come matti ma lo volevo assolutamente vedere! Come preventivato ho pianto come una fontana per la maggior parte del film. Il film dura un'ora e 23 e già all'inizio quando ho visto il musettino dolce del cagnolino mi si sono illuminati gli occhi, ma quanto è tenera quella pallina di pelo. >w< Conoscendo già la storia sapevo fin dall'inizio che sarebbe stata una tragedia greca.

[DA QUI IN AVANTI CI SONO DEGLI SPOILER SE NON L'AVETE VISTO]

Il film parla di Parker un professore di musica che incontra per caso alla stazione un piccolo cucciolo di Akito che porta a casa per forza di cose, visto che alla stazione non poteva restare e al canile non c'era nemmeno posto (Evviva! *^*). Da quando lo adotta comincia a passare sempre più tempo con lui e diventano quasi fratelli. Un giorno lo porta da un suo amico giapponese e scopre che il cucciolotto si chiama Hachiko (Hachi è il numero otto in giapponese, segno dell'infinito perchè è un simbolo continuo ed ininterrotto). L'uomo gli rivela inoltre che la razza Akito è molto fiera e che non farà mai niente a comando, difatti il cucciolotto non riporterà mai la palla al padrone ma... c'è sempre un ma. I punti più commoventi del film sono quando Parker va alla stazione e il cane lo vuole bloccare per impedirgli di andare e gli impone di lanciargli la palla, difatti il piccolo Hachi gliela riporta (la riporterà solo per un valido motivo e difatti ç___ç). Parker tutto contento va al lavoro, ma viene stroncato da un infarto e muore. Il cane non capisce perchè il suo padrone non torni e a quel punto comincia una straziante spola da casa sua alla stazione in attesa del padrone (perchè come aveva spiegato l'amico giapponese di Parker gli Akito sono troppo orgogliosi per rispettare i tuoi ordini o farsi comandare, ma ti saranno fedeli in eterno). Il film potrebbe sembrare ripetitivo, ma secondo me è troppo carino per pensare a queste cose. Ad un certo punto il cane è costretto a trasferirsi con la famiglia, ma nonostante tutto ogni volta che sente il suono del treno in arrivo alla stazione va a vedere se ci fosse anche il padrone tra i passeggeri. A questo punto i padroni lo lasciano lì e diventa la mascotte della stazione.  La tacita sofferenza del cucciolo è davvero tangibile e poi se c'è Richard Gere nel cast lo so... mi devo mettere il cuore in pace c'è sempre da piangere! TT^TT Io ho pianto come una matta quando dopo 10 anni la moglie di Parker torna alla stazione e vede il cucciolo ancora lì malato e denutrito, ma sempre in attesa del suo padrone. La tristezza che ho provato nel vedere quella scena è indescrivibile, anche adesso a scriverlo mi viene da piangere!... non devo solo all'università! °^°

La storia è ovviamente romanzata e tagliata per esigenze del film, (se avessero fatto una cosa di due ore o cose del genere non avrei retto il colpo e sarei scoppiata a piangere come una sirena ç___ç) ma a pensare che è esistito un amorino così fedele mi si stringe il cuore. Cucciolotto caro! TT^TT Se ci fosse stata alla morte del cane una scena dove appariva il fantasma di Parker ad aprire la porta della stazione sarei morta nel pianto, meno male non l'hanno messa! Allora Hachiko aspettò il padrone alla stazione negli anni del primo novecento fino al 1935 anno della sua morte. Il cucciolo divenne famoso per la sua fedeltà nei confronti del padrone,  un giapponese di nome Ueno. Dopo la morte dell'uomo, il cane si recò ogni giorno, per quasi dieci anni, ad attenderlo, invano, alla stazione, in cui l'uomo prendeva il treno per recarsi al lavoro. La vicenda ebbe un enorme riscontro nell'opinione pubblica dell'epoca e ben presto Hachikō divenne, in Giappone, un emblema di affetto e lealtà. Nel 1934, al fedele animale fu dedicata una statua e, negli anni, la sua storia divenne il soggetto di film e di alcuni libri. Conosciuto anche come Chūken Hachikō (letteralmente cane fedele Hachikō), il suo vero nome era Hachi (il suffisso "kō" è usato come vezzeggiativo).

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